Bessagalena

Romagna Brisighella Bianco DOC

A volte le storie piu’ belle nascono da coincidenze che sembrano tenute insieme da un filo invisibile. La storia di Bessagalena e’ una di queste: un intreccio di incontri fortuiti, passioni personali e antiche figure di leggenda, fuse insieme come i due vitigni che danno voce a questo vino.

La storia

Tutto e’ cominciato dal dialetto romagnolo, dove bessagalena descrive l’incedere curioso della tartaruga, che cammina un po’ come una biscia (bessa) e un po’ come una gallina (galena). Ci sembrava il nome giusto per un vino nato dall’unione di due uve dal carattere diverso: il Trebbiano romagnolo, piu’ flessuoso e nervoso, e l’Albana, piu’ fiera, solare, radicata alla sua terra.

Poi il nome ha continuato a muoversi per conto suo, come fanno certe storie quando trovano una strada. Durante un incontro alla Bologna Children’s Book Fair, l’illustratrice Alice Guidi ci ha mostrato nel suo portfolio l’immagine del bissogaleto, creatura leggendaria della pianura padana: un animale d’acqua e di terra, di serpe, di gallo e di rospo, imparentato per certi tratti con il basilisco dei bestiari medievali.

Ci ha colpito subito la vicinanza sonora tra bessagalena e bissogaleto: non come una prova da dimostrare, ma come una rima antica, una parentela possibile. Dietro quella somiglianza si e’ aperto un piccolo paesaggio di leggende europee, di animali ibridi, di simboli legati all’acqua, ai serpenti, alla metamorfosi.

Anche per questo Bessagalena ci sembra un nome felice. Tiene insieme due uve, due caratteri, due movimenti. E tiene insieme anche il vino e la storia, la campagna e l’immaginazione. Un bianco ben piantato nel suo territorio, ma con il passo curioso di chi ogni tanto devia e trova qualcosa di inatteso.

Scheda tecnica

Note di degustazione

Giallo paglierino con riflessi verdi. Al naso porta fiori bianchi, agrumi e una punta di mandorla. In bocca e’ fresco, equilibrato, con una buona acidita’ e un finale netto, minerale. Il Trebbiano gli da’ ossatura, l’Albana ampiezza e profumo.

A tavola

Ottimo con antipasti di mare, risotti alle verdure, carni bianche. Ma sa stare benissimo anche all’aperitivo, con una piadina e un po’ di squacquerone.